La nostra filosofia

 

Ci si è rivolti alle Filosofie dell'Est per ricercare l'autenticità dell'Essere, per ricucire lo strappo prodotto dal tentativo di eliminare la Metafisica dalla nostra Scienza, strappo che diventa una ferita quando la Scienza ha come oggetto di studio l'Essere.

 

Se non consideriamo i mistici, i primi a tentare questa ricucitura sono stati gli Artisti: poeti, pittori, danzatori, che da sempre rappresentano la parte più sensibile e appassionata dell'umanità.

Certo può succedere – ed è successo - che tutta questa spinta scada in una “moda”, ma non è questo che ci interessa.

 

Vogliamo sviscerare la profonda implicazione insita nell'esistenza umana: “essere” significa essere un corpo. Nasce quindi l'esigenza di un linguaggio che non sia limitato agli aspetti verbale, mentale, emotivo tra loro scissi, ma di una modalità che possa considerare l'insieme, restituendogli integrità.

 

Intendiamo percorrere e proporre un itinerario che parte dall'essere inteso nella sua globalità (cioè corpo/mente), lo attraversa, lo considera luogo di esperienza reale, laboratorio nel quale la vita si manifesta in movimento, immobilità, gioco, dolore, gioia o sofferenza; ma che, oltre ogni definizione, si esprime infine nella potente consapevolezza dell'esserci, giusto per citare M. Heidegger.

Crediamo che la trasmissione dell'insegnamento propria dell'Estremo Oriente classico e tradizionale (“da cuore a cuore”), contenga quell'attenzione all'esistere che riteniamo fondamentale.

Pensiamo, tra le altre, all'esperienza dello Zen (C'han in Cina) che è realtà, attimo, presenza, senza mediazione: un colpo di bastone e una tazza di tè.

 

E' in questa essenzialità priva di ogni atteggiamento giudicante che -secondo noi- stanno racchiuse qualità proprie di ogni relazione di aiuto: capacità di cogliere e accogliere il reale con un atto di piena esistenza nel “qui e ora”.

 

Nelle discipline tradizionali orientali costantemente ci si incanala nella pratica, nella ripetizione all'infinito, perché a ogni ripetizione ci si affina ed è solo attraverso il corpo che posso “fare”, vivere, accumulare esperienza, acquisire quel “saper fare” tanto caro a Lao Tzeu, cioè evolvere.

Questi presupposti ci sembrano molto adatti a definire un percorso che ha come scopo la modificazione della qualità dell'essere, un percorso che può essere considerato terapia e autoterapia. Il corpo è sempre protagonista: sano, malato, immobile o che danzi, comunque vivo. Presenza, consapevolezza in ogni tipo di pratica, tanto più se ha un intento terapeutico: intento che si manifesta nell'apprendimento di una tecnica, anzi nel riversare il proprio essere in una tecnica, operazione che si compie proprio nel “saper fare”.

 

Proseguendo nell'esposizione della nostra specificità arriviamo ad un punto fondante della Filosofia Orientale: il Taoismo, un pensiero che illustra tutta la sistematizzazione della nascita e dell'esistenza dell'universo, dove l'individuo umano è inteso come microcosmo immerso in un macrocosmo col quale si creano costantemente scambi e interdipendenze, e dalle cui leggi è impossibile deviare. 

Se poi consideriamo il significato dei Canali Energetici e dei punti usati in agopuntura ecco che l'esistenza ci appare essenzialmente come relazione e il corpo è profondamente intriso di psichismo: troviamo quindi nella Medicina Classica Cinese (la “sterminata psicosomatica” secondo C. Larre e E. Rochat de la Vallée) una delle grandi chiavi che consentono di parlare al corpo con il corpo. Chiave utile per decifrare i messaggi del soma senza necessariamente operare quella dicotomia tra corpo e mente che troppo spesso apre un divario che frequentemente viene colmato con interpretazioni eccessivamente mediate e interferite da un percorso esclusivamente teorico.

 

Abbiamo trovato comunque anche in Occidente tesi che sostengono le nostre posizioni: nel considerare il momento presente come perno dell'esistenza troviamo affinità negli scritti di D. Stern, D. Winnicott e in generale nella fenomenologia. C. Rogers ci offre ulteriori interessanti spunti di confronto.

Marta Graham ed altri danzatori andando ad oriente hanno scopertoi fondamenti della loro indagine sull'origine del movimento.  Tutto questo e altro ancora ben rappresenta questa ricerca di  consapevolezza che si evolve sempre più. 

 

Nel metodo che noi proponiamo, ciò avviene attraverso un percorso che è mutuato dalle tradizioni orientali e attraverso la pratica di esse si può apprezzare e fare proprio: mantenendo la base su una pratica costante che affina la qualità della tecnica e diventa manifestazione dell'evoluzione dell'essere.

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